Una passione sanguigna
di Giancarlo Cauteruccio
Franco Salemme è uno scultore che crea le proprie opere esattamente come se stesse guardando il mare o uno
dei paesaggi aspri che circondano il luogo in cui è nato. Con questo possiamo intendere che l’arte di Salemme
nasce in modo inevitabile e spontaneo, con la stessa caparbietà e la stessa purezza di un fenomeno naturale.
Naturale è del resto anche l’inclinazione che l’artista dimostra verso il legno; la sua ricerca, infatti, si nutre di un’antica
passione (si potrebbe dire davvero sanguigna) ereditata dalla lunga frequentazione del laboratorio paterno. Da qui
scaturisce una conoscenza profonda del legno, per le sue forme, i cedimenti, le linee di forza, la morbidezza della fibra
e la durezza dei nodi. Le opere di Salemme non cercano nessuna mimesi, nessuna finzione, ma si annunciano nello spazio,
con lo stesso vigore e la stessa prepotenza arcaica degli alberi dai quali è stata ricavata la materia in cui vengono
cercate, scavate, e infine trovate.
A questo approccio sentimentale / sensoriale l’artista accosta una lucida sensibilità contemporanea, che lo porta a spaziare
in una serie di indagini sulle possibilità plastiche della materia, ma soprattutto sulle infinite ragioni nascoste del
simbolo, dell’intenzione concettuale, della metafora. Salemme non teme di abbandonare l’universo descrittivo per
addentrarsi nell’esplorazione di un mondo in cui la forma si narra da sola, spoglia di retorica, morbida e al tempo stesso
dura per una forza ancestrale che la anima.